Senza bestiame, più PFC.
Cosa significa?

Molte persone vogliono migliorare il mondo. Questo é molto importante!
Ambientalisti, vegetariani e vegani in particolare amano la natura e vogliono proteggerla in modo attivo.

Ma qual è l’alternativa ai materiali naturali che oggi sono alla nostra disponibilitá e che hanno permesso all´uomo fin dalla sua comparsa sulla Terra di sopravvivere e che oggi non esisterebbero senza il nostro allevamento tradizionale?

Prendiamo ad esempio la pelle prodotta che deriva dal mio bestiame la quale viene utilizzata per scarpe robuste da trekking. Gli amanti della natura, gli escursionisti e gli scalatori possono essere contrari all’allevamento del bestiame, ma vogliono anche abbigliamento e scarpe outdoor resistenti e sicuri.

Ma purtroppo l’alternativa alla pelle è la plastica. Sfortunatamente, i moderni materiali sintetici sono altamente inquinanti e i Mari del nostro Pianeta lo sanno bene.

Per rendere gli indumenti funzionali traspiranti e impermeabili allo stesso tempo, questi vengono spesso trattati con PFC (prodotti chimici per- e polifluorurati). Le fibre nell’uso si staccano dall’abbigliamento e dalle scarpe e riempiono la natura di sostanze nocive per molti anni. Il PFC, che è difficile da smaltire in natura, si trova ora anche in remoti laghi di montagna.

Siamo a conoscenza dei gravissimi problemi causati a molte popolazioni di pianura la cui acqua potabile e‘ totalmente contaminata da questi prodotti inquinanti.

Come agricoltori di montagna, mi considero naturalmente anche me tra gli ambientalisti, perché proteggere il paesaggio alpino significa proteggere il nostro sostentamento e la nostra casa. Ma sono convinto che non ci siano alternative all’allevamento del bestiame.